Ero stato a trovarti, sai

 

Ero stato a trovarti, sai
quella sera di settembre
a casa tua
nella stanza del rame appeso
lucido lustro e pulito
come eri sempre stata tu.

Nella stanza dove mi sedevo
e mi toglievo il cappotto
e mi offrivi il tuo tè
e i biscotti con il burro
e si parlava del passato
e della vita che se ne andava
e di chi non c'era più.

Ero stato a trovarti, sai
quando eri rimasta sola
nella stanza preferita
con il rame alle pareti
col tuo viso così bianco
e i capelli pettinati
le forcine ordinate
e il vestito più elegante
che dicevi con orgoglio
di aver preso a Milano
prima che cambiasse tutto
in quel giorno di settembre
di quaranta anni fa.

E ti vedo così chiara, ti rivedo
che correvi coi capelli spettinati
sulla strada polverosa
che portava verso il fiume
e gridavi e piangevi e chiamavi
"el mè Paolin
el mè pinin"
e le donne del paese
che urlavano con te e piangevano con te
quel tuo figlio sfortunato
quel tuo figlio annegato
e portato in processione
come un Cristo crocifisso
su dal fiume assassino
con le braccia spalancate
e i capelli gocciolanti
e quel viso così bianco
e la bocca digrignata

Ero stato a trovarti, sai
quella sera di settembre
per quell'ultimo saluto
che ti ho lasciato con una carezza
sul tuo viso così sbiancato.

Copyright © 2005 by Paolo Stefano Amero

 

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